Un uragano chiamato Salmo

In piazza Duomo a Prato arriva il più acclamato rapper italiano.

Un uragano chiamato Salmo

Milioni di ascolti in streaming, centinaia di migliaia di copie vendute, un tour nei palazzetti completamente sold out, con un suo brano (90MIN) e un’intervista ha fatto arrabbiare l'ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e i suoi sostenitori. Adesso sta per arrivare a Prato, ma in tanti potrebbero domandarsi: chi è questo Salmo?

Se avete o conoscete un under 25 sicuramente lo avrete sentito riecheggiare dalle casse del suo smartphone: testi espliciti, basi spigolose all’orecchio, grafiche e copertine crude e dark. Salmo, al secolo Maurizio Pisciottu, classe 1984, è arrivato da Olbia con la sua crew Machete per conquistarsi il trono del rap italiano e, con tanto lavoro, concerti, dischi, oggi ci è ufficialmente riuscito. E lo ha fatto a modo suo, senza seguire le mode, ma proponendo una sua strada, che parte dal rap più classico, ma che pesca a piene mani in maniera violenta nel crossover: musica elettronica, punk, hardcore.

In dieci anni è riuscito ad imporsi nella scena, prima rap, poi - con l’esplosione di questo genere nelle classifiche nazionali - sulle hit più trasmesse in radio e ascoltate sul web. Cinque dischi, un’attività anche da regista - ha curato la regia del videoclip di “Sabato” di Jovanotti, al quale ha aperto il primo tour negli stadi nel 2015 -, la reale consacrazione mainstream arriva con l’album “Hellvisback”: a 35 anni, Salmo ha appesi nel suo salotto 30 dischi di platino e 39 dischi d’oro. Il suo ultimo lavoro “Playlist” è stato il più ascoltato nelle prime 24 ore, giungendo in 67ª posizione nella Global Chart di Spotify (una classifica su scala mondiale), è anche il primo artista italiano ad entrare in classifica con otto brani. E ancora: ha collaborato con grandi brand come Netflix che gli ha prodotto un videoclip legato alla serie “Narcos - Messico”, è stato il primo artista italiano a utilizzare Pornhub per lanciare un suo disco, Rolling Stone gli ha dedicato una cover (e un’intervista in cui diceva “se sei razzista non puoi ascoltare rap; se voti Salvini, brucia tutti i miei dischi”) con RedBull Italia ha organizzato quest’estate una 36 ore di musica su un traghetto che è partito da Genova diretto a Olbia e ritorno.

Ma è dal vivo che Salmo dà il meglio di sé. Sicuramente se qualcuno sta leggendo ha dovuto accompagnare magari un figlio a un suo concerto, sarà uscito dicendo “però! Mica male questo ragazzo”: l’attitudine, come forse si sarà capito, è più punk che rap.

Ai suoi concerti si poga, non disdegna di omaggiare i Queens of the Stone Age ogni tanto, è accompagnato da una band che suona tutto, rendendo l’impatto dei brani ancora più forte.

Il rapper sardo si alterna tra set con musicisti e cose più “old school” solo col dj: la produzione del suo ultimo tour dei palazzetti è stata una cosa che in Italia si vede davvero poche volte.

Quattro canzoni per conoscere Salmo: “90MIN”, “1984”, “Russel Crowe”, “S.A.L.M.o.”: se c’è un concerto italiano che non dovete perdere al Settembre 2019, è quello di Salmo.