Contrordine: la Toscana diventa zona rossa

Il riconteggio smentisce il governatore e la Toscana diventa zona rossa

Contrordine: la Toscana diventa zona rossa

Solo ieri, giovedì 25 marzo, rassicurava con un "Ce l'abbiamo fatta, rimaniamo in zona arancione". Ma oggi, dopo il consueto colloquio con il ministro Speranza, il presidente Eugenio Giani è stato costretto ad annunciare il superamento della soglia dei 250 nuovi positivi ogni 100 mila abitanti e quindi l'ingresso della Toscana in zona rossa.

Queste le sue parole.

"Il Ministro Roberto Speranza mi ha appena comunicato le risultanze della cabina di regia del Comitato Tecnico Scientifico. I dati della Toscana hanno un valore di contagi su 7 giorni pari a 251 su 100mila abitanti, rispetto al limite previsto dal decreto legge approvato dal Governo Draghi di 250 su 100mila abitanti. Il decreto del Ministero della Salute prevede quindi la zona rossa per la Toscana da lunedì 29 Marzo fino al 6 Aprile, tenendo conto che nei giorni 3-4-5 Aprile si sovrappone al provvedimento del Governo per la zona rossa prevista in tutta Italia".

Alla base del passaggio in zona rossa dopo l'annuncio della permanenza in zona arancione ci sarebbe un pasticcio nel conteggio dei positivi nella provincia di Prato.

"102 nuovi casi rilevati a Prato che non devevano essere conteggiati nei numeri di oggi ma in quelli di ieri - scrive Repubblica - E sono proprio quei 102  che hanno fatto cambiare il colore e lo scenario".

Nel comunicato che alle 19,30 ha accompagnato l'annuncio dell'ingresso in zona rossa, Giani ha poi detto che confida nelle vaccinazioni per tornare in zona arancione.

«Questa restrizione fa sì che anche gli studenti toscani debbano stare a casa con tre giorni di anticipo rispetto alle tradizionali vacanze pasquali - dice il governatore nel comunicato - Vedremo poi come andranno i dati ad inizio di aprile per capire se riusciremo a tornare in zona arancione, così come è avvenuto dal 1 gennaio ad oggi, periodo in cui ci siamo alternati tra l’arancione e il giallo. Confido che la crescita del numero delle vaccinazioni, ormai sopra le 570.000 e sopra l’88% delle dosi ricevute e somministrate, un dato che è superiore alla media nazionale, ci aiuti a tornare in arancione».