Una donna di 23 anni è morta nella tarda mattinata di lunedì 23 maggio all'interno di una orditura di Montemurlo. La tragedia ha suscitato le reazioni di Cgil, Cisl e Uil, che in una nota inviata alla stampa, hanno ribadito che "È inconcepibile continuare a morire sul lavoro. È ancor più inaccettabile la morte di lavoratori giovanissimi, oggi di una giovanissima madre”.  I sindacati hanno poi convocato per venerdì 7 maggio quattro ore di sciopero.

È la seconda vittima dall'inizio dell'anno. "Se le cause della tragedia saranno all’esame dell’autorità competente, alla quale spetterà stabilirne circostanze e responsabilità - scrivono i sindacati - non si può non rilevare che ancor oggi si muore per le stesse ragioni e allo stesso modo di cinquant’anni fa: per lo schiacciamento in un macchinario, per la caduta da un tetto. Non sembra cambiato niente, nonostante lo sviluppo tecnologico dei macchinari e dei sistemi di sicurezza. È come se la tecnologia si arrestasse alle soglie di fabbriche e stanzoni. Dove si continua a morire e dove, troppo spesso, la sicurezza continua ad essere considerata solo un costo invece che una condizione imprescindibile".

"La morte di due ventenni nell’arco di tre mesi deve far riflettere sugli investimenti operati in termini di formazione e di acquisizione di competenze - proseguono Cgil, Cisl e Uil - Non è sufficiente constatare che i giovani sono i più colpiti dalla crisi provocata dalla pandemia, bisogna investire su di loro e offrir loro sbocchi occupazionali che non siano più precari o insicuri. Cgil, Cisl e Uil e Filctem, Femca, Uiltec constatano, con amarezza, come a due giorni dalla Festa del Lavoro, il lavoro venga ancora una volta vilipeso, fino alle sue estreme conseguenze. Non è più tempo di parole, ma di azioni concrete, delle istituzioni e delle autorità competenti, e di interventi che garantiscano la sicurezza nei luoghi di lavoro. Queste tragedie non solo sono inconcepibili, sono intollerabili”.

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche. Come quella di Simone Calamai, sindaco di Montemurlo. «Il lavoro è dignità, è realizzazione di sé, è lo strumento che dovrebbe consentire a tutti di progettare il proprio futuro. Le morti bianche spezzano all'improvviso sogni e progetti di vita e sono davvero inaccettabili - ha detto – La sicurezza non deve essere mai considerata un costo. La salute e la sicurezza sul lavoro vanno perseguite tramite una cultura della prevenzione che si crea, innanzitutto, con la formazione e l'informazione. La prima protezione è la consapevolezza del rischio. Il Covid e la pandemia rischiano di farci perdere di vista il problema delle morti sul lavoro, un tema però che ci deve vedere tutti uniti: parti datoriali, enti locali, scuola, sindacati».

Anche il presidente della Regione Eugenio Giani, in una nota, ha fatto sapere Toscana che la tragedia "ci sprona ulteriormente a impegnarci senza sosta per rendere più sicuri i luoghi di lavoro in tutta la Toscana e chiama ancora una volta alla responsabilità di tutti" e che “per parte nostra, non faremo venir meno la scelta di investire sui controlli, sulla prevenzione e sulla cultura diffusa della sicurezza. La sicurezza è un elemento fondante per una buona qualità della vita, per una società coesa e giusta, per la dignità del lavoro”.

Sciopero

In una nota del 4 maggio, i sindacati sono tornati sulla vicenda annunciando quattro ore di sciopero per venerdì 7 maggio.

"Bisogna investire sul futuro dei giovani offrendo loro la possibilità di un posto di lavoro dignitoso e sicuro - scrivono Cgil, Cisl e Uil di Prato - È inammissibile che oggi si muoia sul posto di lavoro come 50 anni fa. Con la tecnologia che ha fatto passi da gigante dobbiamo essere in grado di garantire maggiori e più alti standard di sicurezza. È un impegno che ci chiama tutti al più alto senso di responsabilità".

Anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni si è schierato la fianco dei sindacati e il 4 maggio ha detto che "In queste ore leggo tante parole di cordoglio, anche da parte di tanti esponenti della politica nazionale. Mi auguro che a queste parole seguano i fatti: un impegno forte sul tema della sicurezza sul lavoro, cosa che Prato chiede da anni e che fino ad ora non ha avuto riscontro. Lo ribadiamo ancora una volta, di fronte a questo dolore".

Biffoni ha poi rivendicato il lavoro fatto negli ultimi anni con il progetto "Lavoro sicuro". "In questi anni Prato ha fatto da sola, con l'aiuto della Regione Toscana e delle istituzioni sul territorio, con numeri mai all'altezza delle necessità del distretto - ha detto - Se si vuole che le parole cordoglio non siano solo una reazione emotiva all'enorme tragedia di queste ore, chi ha la competenza in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro provveda con mezzi, strumenti e risorse a far sì che le leggi vengano rispettate".  

Foto anteprima: canale Telegram Eugenio Giani