"Tutte le aziende dei distretti tessili della Toscana e in particolare di Prato, in cui si lavorano tessuti di origine animale e vegetale e in cui giacciono scarti di lavorazione che rischiano il deterioramento, possono riprendere l’attività di manutenzione e conservazione", così recita la nota della Regione annunciando la firma di una nuova ordinanza da parte del governatore Rossi basata sul parere della Asl.

"L’obiettivo è duplice - spiega la Regione - evitare che i tessuti di origine animale e naturale possano marcire ed evitare che gli scarti di lavorazione possano contaminare i luoghi produttivi".

Le aziende dei distretti tessili che riprenderanno l’attività a questo scopo dovranno farlo secondo le disposizioni dettate dall’Ordinanza numero 38 del 18 aprile 2020, che riguarda le misure di contenimento sulla diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro.

Questa ordinanza è inoltre conforme all’art. 2 comma 12 del DPCM del 10 aprile 2020 che consente lo svolgimento di attività manutentive e conservative nei siti produttivi fermi.

La Regione aveva già fatto lo stesso con il distretto conciario venerdì 24 aprile.

"Un provvedimento necessario e di assoluto buon senso che la città giustamente ha sollecitato - ha commentato il sindaco Matteo Biffoni -. La manutenzione e conservazione servono a evitare anche la contaminazione dei luoghi produttivi, luoghi che devono essere pronti in vista di una ripartenza dell'intera filiera per la quale aspettiamo, spero in tempi brevi, la data decisa dal Governo. Visto il grande lavoro fatto da tutte le parti sociali che hanno siglato proprio ieri un patto condiviso per la cosiddetta Fase 2 credo ci siano tutti i presupposti perché il Governo consenta a Prato di riaprire presto e in sicurezza, senza mai dimenticare la tutela della salute che è e resta il bene primario".

Riapertura aziende tessili, il sindaco: "L'ordinanza regionale primo passo per permettere alle aziende di mettere in sicurezza materia prima e luoghi produttivi"

La necessità di mettere in salvaguardia la materia prima, filati e tessuti, in particolare di origine animale e vegetale che fermi nei magazzini da troppo tempo rischiano di danneggiarsi, aggiungendo ulteriore danno alla chiusura imposta alle imprese dall'emergenza Coronavirus. Va incontro a questa esigenza segnalata dalle aziende del comparto tessile l'ordinanza regionale che il presidente Rossi ha già annunciato facilmente. A far presente la problematica al Governatore sono stati il sindaco Matteo Biffoni, l'assessore regionale Stefano Ciuoffo e il parlamentare Antonello Giacomelli insieme con gli stessi rappresentanti di Confindustria. E, analogamente per il conciario, anche il distretto tessile potrà da lunedì 27 avviare quelle procedure e lavorazioni atte a evitare il deterioramento della materia prima.