Sembra di stare nel film "Ricomincio da capo”. Sembra di vivere un eterno "Giorno della marmotta" senza neanche sentire l’odore o il puzzo della marmotta.

Le giornate iniziano veramente ad essere tutte uguali.
Siamo 4 in 80 mq e con la grande fortuna di avere un giardino:
- c’è Lei, mamma, moglie, contratto part-time che dopo una settimana di smart working si è ritrovata forzatamente in ferie.
- c’è l’Altra, 14 anni, che fino a qualche settimana fa sapeva solo dire “che palle! non voglio più andare a scuola” e ora invece dice “che palle! ma quando riaprono la scuola?”
- c’è Lui, 9 anni, casalingo da quando è nato che ha finalmente trovato la pace interiore
- ci sono Io, autonomo e oramai automa, che dal giorno del decreto #iorestoacasa si è messo l’anima in pace e si è detto “ormai se ne riparla dopo il vaccino".

Dopo aver impostato la sveglia sulle 8.00, si inizia a invitare dolcemente i figli a scendere dal letto illuminando la stanza con la luce del sole. Nel frattempo si mette su la moka e Lei, uscendo dal bagno, con un decibel in più, invita a scendere a dal letto, mentre Io cerca, con l’ausilio di Gigi D’Alessio, di farli scendere dal letto. Lei e Io ne approfittano per fare colazione insieme, perchè diciamocelo…quando ricapiterà? A fine colazione Io con tono deciso li butto giù dal letto.

Dopo la partenza diesel, si innesta subito la 4^ e si parte con la didattica a distanza. Lui è in 3^ elementare quindi: apri classroom, controlla i compiti, dai il via al primo video, mentre Lui guarda il video, si va da Altra che è ancora in mutande e la sproni perchè fra 5 minuti c’è la video-lezione LIVE con tutta la 3^D della Scuola Media E. Fermi e arriva una voce.

Lui: “Babbooooo è finito il video, che faccio???”
Io: “Arrivoo”
Altra: “che palle!”
Lei nel frattempo parla al telefono di lavoro, perchè è in ferie ma l’economia non si deve fermare.
Io: “Altra, sei entrata in classe?”
Lui: “Babbooooo”
Altra: “Uffaaaa, sì sono entrata”.

Entriamo nella fase di assestamento fatta di toner, tanto toner, perchè alle elementari mandano schede da stampare come se non ci fosse un domani, come se il congiuntivo fosse stato inventato dalla Epson, come se i pronomi dovessero essere scritti, letti sul libro, ripetuti ma soprattutto stampati.
Ogni tanto Lei appare, ma dura poco, perchè l’economia non si deve fermare. Altra finisce una lezione, fa merenda, dice “che palle” e sparisce in camera sua dove presumibilmente inizia una nuova lezione. Lui passa da un dettato a una moltiplicazione, dall’homo Sapiens al verbo to like senza alcuna logica, tanto che Io inizia a pensare che forse al posto del video della maestra gli hai avviato un video di Roberto Giacobbo in inglese. Allora Io cerca di mettere ordine e si improvvisa professore, ma l’unica cosa che riesce a fare è salire su un tavolo e dire “oh capitano mio capitano”.

Lei cucina mentre chiude un contratto da 5€. Dopo pranzo si entra in un’altra dimensione, quasi da villeggiatura. Chi sonnecchia, chi vede la tv, chi sta al tablet e chi al cellulare (indovinate chi?). Finché ti desti e ti ricordi che non è un periodo di vacanza. Quindi riprovi a rimettere Altra sui binari.
Altra: ”che palle”
Io: “dai su, ne va del tuo futuro; facciamo un planning; altrimenti ti bocciano, etc”
Altra: “Macchèèè, a sto giro promuovono tutti…6 politicoo!!”
Lui: “Babbooooo, giochiamo?”

Il momento ludico della giornata si compone di due semplici alternative: outdoor e indoor. Se il tempo è bello si va in giardino e si improvvisa una partita a calcio, se il tempo è brutto il gioco si compone di palle di carta, adeguatamente scotcchate, da tirarsi addosso…una sorta di nascondino più violento.

A cena Altra, dopo essersi lamentata del cibo in tavola, è solitamente aperta al confronto e si fa portavoce degli ultimi aggiornamenti sul virus. Il momento è divertente, animato da battute e barzellette di Lui e Io. Dopodichè la giornata si conclude con grandi happening in videoconference con i compagni di scuola, nonni e amici vari.

Io e Lei andiamo a letto felici di aver portato in porto un’altra giornata. E con la speranza che questo sacrificio porti, il giorno che potremo uscire di casa, un mondo veramente diverso, dove sarà possibile finalmenta acchiappare la bramata marmotta. Altrimenti questo tempo sarà stato sprecato.

Davide Del Campo e Sara Tempestini