Sono scesi a valle per presentare la loro ricandidatura a sindaci del centrosinistra di Vernio e di Vaiano. Giovanni Morganti e Primo Bosi, stamani in piazza del Comune, hanno spiegato che la presentazione pratese ha anche un valore simbolico – oltre a quello logistico di avvicinare i giornalisti – e cioè quello di un avvicinamento alla città di Prato. Perché, ha aggiunto Primo Bosi, «se vogliamo far progredire la Val di Bisenzio dobbiamo aprirci a Prato».

Assente invece il sindaco di Cantagallo Guglielmo Bongiorno, alle prese, ha spiegato, «con un percorso partecipativo che dovrebbe terminare in una decina di giorni», mentre le voci che volevano ci fossero degli ostacoli di tipo lavorativo ad una sua nuova candidatura possono dirsi «superate». Un confronto, quello in corso a Cantagallo, che è stato anche l’occasione per fare un consuntivo politico e amministrativo degli ultimi cinque anni: «un bilancio soddisfacente, che ci inviterebbe a proseguire». «Voglio prima capire le risorse umane a disposizione, quali collaborazioni ci possono essere e soprattutto se il territorio condivide le prospettive e le ambizioni – ha però precisato Bongiorno –  cioè quelle che abbiamo cominciato a mettere in piedi negli ultimi cinque anni: dalla sostenibilità al turismo passando per il sostegno alle attività produttive».

In piazza del Comune, Morganti e Bosi hanno entrambi sottolineato come la loro ricandidatura sia arrivata al termine di un confronto con le forze politiche e civili che li hanno sostenuti cinque anni fa molto simile a quella descritta da Bongiorno. «Sono orgoglioso di poter dire che tutti i partiti che ci avevano votato cinque anni fa lo faranno anche quest’anno – ha esordito Giovanni Morganti – Nei piccoli Comuni il gioco di squadra è fondamentale». Sia a Vernio che a Vaiano tira comunque aria di rinnovamento nella squadra di governo e anche in consiglio comunale. «Molti in consiglio comunale non se la sentono e nelle prossime settimane scioglieranno le riserve», ha spiegato Primo Bosi. «Qualcuno, per esigenze non politiche, non riuscirà a dare il proprio sostegno sia tra gli assessori che in consiglio comunale – ha aggiunto Morganti – fare l’assessore e mantenere il proprio posto di lavoro è uno sforzo enorme perché c’è bisogno di persone che siano sul territorio 24 ore su 24 e che lo conoscano molto bene».

Incassato il sostegno di Demos, i sindaci espressione del Partito Democratico hanno incassato anche quello di Sinistra Unita, formazione che raccoglie i partiti a sinistra del Pd. «In Val di Bisenzio la frammentazione a sinistra è superata», ha spiegato la portavoce «senza tessera» Francesca Vivarelli. «Condividiamo valori come giustizia sociale,  antifascismo e sostenibilità ambientale – ha aggiunto – e il nostro obiettivo è quello di rimettere al centro della discussione i cittadini più deboli e dar loro risposte concrete. Per farlo – ha concluso  – è necessario stare dentro le amministrazioni».