"Se uno ordina, con le modalità previste, 2 brioche e 2 cappuccini per asporto il barista non può consegnare i cappuccini, mentre se li ordina con la consegna a domicilio il barista può consegnare sia le brioche che i cappuccini", spiegava in una nota ieri, 25 aprile, Roberto Rosati (Fiepet Confesercenti Prato) sottolineando il paradosso dell'ordinanza regionale 41, quella che consentiva a bar e ristoranti di offrire solo pietanze per il take away. In quella nota si chiedeva al sindaco Biffoni di seguire la strada intrapresa dal fiorentino Nardella, che aveva integrato l'ordinanza regionale permettendo l'asporto delle bevande.

Nella giornata di oggi ecco quindi un'analoga ordinanza, la 781, con cui si permette sul territorio comunale l'asporto anche delle bevande.

L'ordinanza precisa "che per gli esercizi richiamati dall’Ordinanza n. 41 del 22.04.2020, la cui attività è sospesa fino al 3 maggio 2020, sia consentita la vendita per asporto di bevande, oltre che di cibi cotti o preparati, in aggiunta al servizio della consegna al domicilio di alimenti e bevande, nel rispetto delle prescrizioni contenute nell’Ordinanza medesima:

- necessità di previo appuntamento telefonico o on line;

- ritiro dei prodotti ordinati tramite appuntamenti dilazionati nel tempo;

- ritiro dei prodotti ordinati di un cliente per volta;

- esclusione di ogni forma di consumo sul posto.

L'ordinanza è immediatamente esecutiva.