E’ stata come una festa, un ritrovo gioioso per un popolo che forse aveva bisogno di una occasione di questo tipo per ritrovare la voglia di stare insieme. Una causa comune, un valore condiviso come l’antifascismo che ha portato in piazza tanta gente, anche quelli che adesso non si sentono rappresentati da nessuna bandiera.

Per un giorno Prato è stata invasa dai partigiani, perché tantissimi portavano la sciarpa rossa dell’ANPI. Tante persone, di ogni età: 4, forse 5 mila. Difficile quantificarle, perché oltre alla piazza, tutto il centro era invaso da gente in clima di festa, che passeggiava o mangiava un gelato. CGIL e Anpi avevano organizzato pullman da tutta la Toscana: Firenze, Siena, Grosseto, Massa.

Lunghissima la lista delle associazioni che hanno aderito alla manifestazione, accanto a tutti i Comuni della Provincia e a quello di Campi Bisenzio presenti in piazza in via ufficiale. Persone diverse che, sotto un solo rovente, hanno cantato “Bella ciao”, ascoltato i discorsi che si sono avvicendati sul palco, ma che soprattutto hanno goduto del fatto di trovarsi finalmente insieme. Il sindaco Matteo Biffoni ha portato il suo saluto alla piazza, manifestando il proprio sdegno per quella che ha definito “un’offesa alla storia della città”.

Una città che ha voluto prendere le distanze da coloro che hanno scelto come missione politica quella di schierarsi contro gli immigrati. E in una città multietnica come Prato quella che poteva essere una grande provocazione, è stata in realtà rispedita al mittente. Gli immigrati non erano in piazza, a parte uno striscione della comunità albanese. Ma chi oggi era in piazza delle Carceri voleva anche dire questo: che la città è di tutti coloro che la rispettano e la vivono. Verso le 15,30 la gente ha iniziato a chiedersi cosa stesse succedendo nell’altra piazza, quella dove i militanti di Forza Nuova dovevano incontrarsi.

“Non c’è nessuno”, diceva qualcuno. “Stanno arrivando, ma sono pochi”, diceva qualcun altro. Notizie che hanno reso ancora più bella l’emozione della piazza. Non sempre chi urla più forte vince: a Prato hanno vinto tutti quelli che sono scesi in piazza con il sorriso sulle labbra, convinti di fare una cosa giusta.